Celtis australis
La pianta può superare i 25 m di altezza. Il tronco è breve, robusto, con rami primari di grandi dimensioni, i secondari penduli. La corteccia è liscia e grigia. La chioma è densa, espansa, tondeggiante, formata da foglie con apice allungato e base asimmetrica. I fiori, poco appariscenti, compaiono con le foglie in piccoli grappoli. I frutti sono drupe sub-sferiche dal sapore dolciastro.
Bacino del Mediterraneo, Asia Minore, fino all’Iran e alle pendici occidentali dell’Himalaya.
Questa specie vive prevalentemente in corrispondenza dei boschi misti di latifoglie, xerofili, assieme ad aceri e querce. Ha un accrescimento rapido e, una volta stabilitosi, è in grado di resistere bene alla siccità; predilige substrati poveri, ben drenati e rocciosi o sabbiosi. I suoi frutti sono una buona fonte alimentari per la fauna.
È usato per attrezzi sportivi ed agricoli. In Friuli e Piemonte era utilizzato per farne fruste.
Il bagolaro è vulnerabile all'attacco di alcuni patogeni, come per esempio i funghi Inonotus rickii che provocano il cancro del bagolaro, e Phytophtora megasperma che provoca l'avvizzimento e, in alcuni casi, la morte delle piante.
Sebbene a livello europeo questa specie sia considerata a A basso rischio di estinzione (LC), in alcune aree è stata classificata come quasi a rischio (NT, Svizzera) o come vulnerabile (VU, Spagna). Esemplari di bagolaro vengono conservati in 105 collezioni ex situ.
LC - Least Concern - A basso rischio
CITES Italia • Ultimo aggiornamento
Non presente.
Evidente
Grossolana, Media
Non durabile
Non resistente
La corteccia è tintoria.