Acer platanoides
Latifoglia decidua dei nostri boschi, piuttosto longeva, può assumere medie o grandi dimensioni (25-30 m d’altezza). Il suo fusto sin presenta slanciato e dritto, mentra la chioma, che inizialmente è piramidale, diventa arrotondata ed espansa con l’età. La corteccia, inizialmente liscia e bruno-grigiastra, si fessura longitudinalmente con l’età, senza sfaldarsi in placche.
Europa: quasi tutti gli stati, ad eccezione delle regioni più atlantiche (Regno Unito, Irlanda, Olanda, Danimarca, Ovest della Francia e della Penisola Iberica); a Nord raggiunge le aree meridionali di Norvegia, Svezia, Finlandia e paesi baltici; ad Est raggiunge gli Urali, a Sud la Grecia, il Mar Nero e il Caucaso.
Specie mesofila, che gradisce terreni evoluti, profondi, fertili, non acidi. Predilige climi temperato-freddi e sopporta bene le gelate tardive. In Europa centrale vive nelle pianure mentre in Italia si rinviene nel piano montano fino a 1.300 m assieme a faggio, abete bianco e abete rosso; questa specie è molto meno diffusa rispetto all’acero di monte.
È molto richiesto per mobili, pavimenti ed ebanisteria fine. Nelle forme marezzate (con ondulature delle fibre) è ricercato per strumenti musicali. È considerato un buon combustibile.
Molto usato in liuteria per la produzione di fondo, doghe e fasce sia di strumenti ad arco che di strumenti a pizzico.
Specie molto vulnerabile agli attacchi del tarlo asiatico che può portare alla morte individui maturi e che può aumentare la mortalità causata dagli attacchi di altri patogeni.
Auspicabile il monitoraggio delle popolazioni al fine di prevenirne il declino potenzialmente conseguente agli attacchi del tarlo asiatico.
LC - Least Concern - A basso rischio
CITES Italia • Ultimo aggiornamento
Non presente.
Fine
Non durabile
Non resistente