Cupressus sempervirens
Albero sempreverde a portamento colonnare; può raggiungere i 25 m di altezza, ma, negli esemplari più vecchi, può arrivare anche a 50 m. La corteccia è di colore grigio-bruno con lunghe fessure. Le foglie sono di colore verde scuro, molto piccole, lunghe circa 1 mm e appressate al rametto, squamiformi. Questa specie, come altre cupressaceae, produce degli pseudofrutti chiamati galbuli; questi sono costituiti da squame, che, a maturità, lignificano, si fessurano, e liberano semi alati.
Montagne dell’Iran Settentrionale, Asia Minore e Creta. Naturalizzato in Europa a seguito di importazione da parte dei Fenici o degli Etruschi.
Predilige aree a clima caldo con estati secche; soffre i freddi prolungati, ma la sua adattabilità a tutti i tipi di terreno lo ha portato a vegetare un po’ ovunque, anche su terreni aridi, fino a 700 m di quota.
È impiegato per travature, serramenti, infissi, intaglio, mobili, soprattutto armadi; l'odore aromatico che caratterizza questo legno, infatti, è un buon deterrente contro le tarme.
A livello globale questa specie non è considerata minacciata, anche se la valutazione del suo stato non è semplice. Da un lato, infatti, questa pianta è stata storicamente sfruttata moltissimo per il suo legname, e questo ha causato un declino delle popolazioni naturali; nello stesso tempo la specie, coltivata, è estremamente diffusa. In Europa è minacciato dal fungo parassita Coryneum cardinale, rilevato in Toscana all’inizio degli anni ’50.
Protezione degli esemplari monumentali: in Italia è richiesta l’autorizzazione per l’abbattimento.
LC - Least Concern - A basso rischio
CITES Italia • Ultimo aggiornamento
Non presente.
Evidente
Fine