Ginkgo biloba
Grande albero che raggiunge un’altezza di 30-40 m, chioma larga fino a 9 m, piramidale nelle giovani piante e ovale negli esemplari più vecchi. I rami principali (macroblasti) portano numerosi rametti più corti (brachiblasti) sui quali si inseriscono le foglie e le strutture fertili. La corteccia è liscia, di color argento nelle piante giovani, diventa marrone scuro e fessurata negli esemplari maturi. Ha foglie decidue, di 5-8 cm, lungamente picciolate a lamina di colore verde chiaro dalla forma tipica a ventaglio (foglia labelliforme) leggermente bilobata e con nervature dicotome; in autunno assumono una colorazione giallo vivo molto decorativa. È una pianta dioica e l’impollinazione è anemofila. La fioritura è primaverile. Tra impollinazione e fecondazione intercorrono alcuni mesi. La fecondazione avviene a terra all’inizio dell’autunno quando gli ovuli sono già caduti dalla pianta madre e hanno quasi raggiunto le dimensioni definitive. I gameti sono ciliati e mobili, come avviene in molti gruppi primitivi (Cycadophyta, muschi, felci ed alghe). I semi sono rivestiti da un involucro carnoso, pruinoso di colore giallo, con odore sgradevole a maturità.
Originaria della Cina
Specie eliofila molto diffusa come albero ornamentale in parchi e giardini, ma anche per alberature stradali. Tollera molto bene l’inquinamento. Predilige terreni acidi e non asfittici in climi freschi, ma sopporta temperature fino a -35°.
È adatto per tavolame, lavori di falegnameria e costruzioni.
Le popolazioni naturali di ginkgo sono estremamente esigue e sono localizzate prevalentemente nella provincia di Zhejiang in Cina, mentre altre piccole popolazioni sono troppo ridotte per autosostenersi, con problemi in termini di sopravvivenza e di mantenimento della diversità genetica (v. effetto collo di bottiglia, deriva genetica ecc.).
Sebbene la pianta sia ampiamente coltivata da secoli e sia diffusa in tutto il mondo, al momento non sono in atto misure di conservazione in situ che sarebbero necessarie per le popolazioni in ambiente naturale.
EN - Endangered - A rischio di estinzione
CITES Italia • Ultimo aggiornamento
Non presente.
Poco evidente
Fine
Ritenuta estinta allo stato spontaneo, recentemente sono state scoperte due stazioni relitte nella provincia dello Zhejiang nella Cina orientale. Non tutti i botanici concordano sul fatto che queste stazioni siano davvero naturali perché il ginkgo è stata estesamente coltivata per millenni dai monaci cinesi. dato il suo stato di conservazione in natura è meglio evitarne l'utilizzo.