Specie arbustiva che raramente ha un portamento arboreo, alto 3 - 8 m e con un diametro del fusto anche di 20 cm. Le foglie sono composte, con tre foglioline ellittiche ad apice acuto. I fiori sono portati in racemi penduli molto vistosi per le dimensioni e il brillante colore giallo-oro. I frutti sono dei legumi allungati che contengono piccoli semi simili a piselli marroni.
Dove si può trovare
Nativo dell'Europa centro-meridionale, in Italia è maggiormente diffuso al Nord ove sale fino a circa 800-1000 m.
Specie mediamente eliofila, ama posizioni soleggiate e terreni calcarei, pur tollerando anche quelli tendenzialmente acidi, sabbiosi, profondi ed umidi. Allo stato naturale entra nella costituzione di boschi di latifoglie consociandosi con castagno, carpino, quercia e faggio. È adatto al consolidamento di scarpate e rive ghiaiose grazie all'esteso sviluppo radicale.
Usi e impieghi
Nonostante la durezza, le lavorazioni riescono bene cosicché questo legno è apprezzato per piccoli oggetti, ebanisteria, lavori al tornio. Il legno si conserva lungamente a contatto del suolo per cui è usato anche per paleria e come combustibile avendo un potere calorifico elevato.
Il sinonimo di falso ebano è derivato dal fatto che il legno si ossida facilmente annerendo, preziosa caratteristica naturale sfruttata soprattutto in passato dai mobilieri in sostituzione del vero ebano più raro e costoso. La tradizione popolare gli assegna il significato di albero scellerato, oltre che per la sua tossicità, anche perché con i suoi rami molto flessibili si potevano costruire archi potenti. I semi contengono un alcaloide velenoso per gli uomini ma non per gli animali dal sapore amaro, la citisina, che ha qualche impiego in medicina.