Larix decidua
Specie a portamento arboreo che può superare i 40 m di altezza, presenta un fusto dritto e allargato alla base, con una corteccia a placche di colore rossastro. Come indicato dal nome specifico, il larice è una specie decidua; le foglie hanno una colorazione verde chiara in autunno e virano al giallo brillante e all'aranciato prima di cadere; sono aghiformi, morbide e portate a ciuffi da rami estremamente raccorciati, detti brachiblasti, che si dipartono dai rami principali. Ogni brachiblasto può portare fino a 30 aghi. Produce pigne prima verdi e poi a maturazione bruno-chiare, contenenti piccoli semi alati; possono persistere sui rami anche dopo parecchio tempo dalla caduta dei semi. Fiorisce da aprile a maggio-giugno.
Montagne dell’Europa Centrale: Alpi, Carpazi, Sudeti.
Specie pioniera del piano alpino e sub-alpino, forma boschi puri (lariceti) solo nelle vallate più interne delle Alpi a clima continentale (estati calde, inverni freddi e nevosi); cresce più comunemente frammista con l’abete rosso, l’abete bianco, il pino silvestre ed il pino cembro, spesso al limite degli alberi su suoli neutri o acidi. Sulle Alpi vegeta a partire dai 1.400 m fino ai 2.400 m di quota, mentre sui Carpazi cresce dai 600 ai 1.500 m. Il larice è protagonista di molti rimboschimenti forestali.
È impiegato nella grossa carpenteria, costruzioni edili, stradali ed idrauliche, mobili, scandole da tetto, botti e mastelli.
Non segnalate.
Protezione degli esemplari monumentali. Il larice è conservato in più di 163 orti botanici al mondo (BGCI 2013).
LC - Least Concern - A basso rischio
CITES Italia • Ultimo aggiornamento
Non presente.
Evidente
Fine, Media
Non resistente
Tronchi di larice sono nelle fondamenta di Venezia e nelle briccole, i pali legati tra loro per la navigazione lagunare. La loro conservazione è garantita dall'ambiente senza ossigeno della laguna che impedisce il marciume e dalla progressiva mineralizzazione delle fibre di legno.