Pachylobus buettneri
Albero sempreverde, in alcuni condizioni spogliante, con chioma emisferica, normalmente alto tra i 15 e i 25 m, ma che raggiunge i 50 m di altezza in condizioni favorevoli. Caratterizzato da un fusto con piccoli contrafforti alla base, è senza rami fino ai 20 m, con un diametro massimo di 1,5 m. La corteccia è di colore giallo dorato, rosato internamente; se intaccata trasuda una resina traslucida. Le foglie sono alterne, imparipennate, formate da 10-15 paia di foglioline la cui pagina superiore è verde scuro lucida, l’inferiore bruno-rossastro pubescente. I fiori sono unisessuali, portati su di un’infiorescenza ascellare. Il frutto è una drupa blu-violacea dalla polpa carnosa.
Africa Occidentale Tropicale: Gabon, Congo, Rep. Democratica del Congo, Camerun, Guinea Equatoriale, Nigeria, Togo, Benin, Liberia, Costa d’Avorio.
È specie diffusa nelle dense foreste umide sempreverdi di pianura; in queste formazioni costituisce la specie caratteristica della porzione più elevata della volta boschiva. Predilige terreni ben drenati, è meno abbondante lungo la costa e più frequente sui suoli argillosi dell’interno.
È impiegato correntemente in falegnameria da interni, liste da pavimento, mobili, lavori da carradore, sfogliatura per compensati.
Le problematiche rispetto la conservazione di questa specie sono legate prevalentemente alla gestione del territorio, sia per quanto riguarda la conversione di estesi tratti di foresta in zone agricole, sia per quanto riguarda un prelievo di legname non sostenibile.
La specie non risulta presente in nessuna collezione ex situ (BGCI 2019). Esemplari di Ozigo sono in alcuni parchi nazionali. È raccomandato un monitoraggio dell'andamento delle popolazioni e una gestione selvicolturale sostenibile.
VU - Vulnerable - Vulnerabile
CITES Italia • Ultimo aggiornamento
Non presente.
Poco evidente
Media
Non durabile
Non resistente
È un'importante fonte di cibo nell'Africa occidentale, con raccolte in ambienti naturali come alimento (frutto) e per utilizzi medicinali (corteccia, resina ecc.). Dato lo stato di conservazione in natura della specie, l'utilizzo di questo legname sarebbe da evitare.