Pinus radiata
Albero alto fino a 15-30 m, può toccare i 60 in coltivazione. La corteccia è fessurata, grigio-scura. Le foglie aghiformi sono raccolte in fascetti di 3, lunghe 8-15 cm. I grandi coni ovoidali formano un angolo ottuso sul ramo.
America Centro-Occidentale: California, costa Pacifica del Messico, isola di Guadalupe. Importato in Nuova Zelanda, Australia, Sud Africa.
Si presente limitatamente alle zone costiere, raramente a più di una decina di Km dal mare, tra 0 e 1100 m di quota. Forma boschi puri, con la sporadica presenza di Quercus tomentella o Juniperus californica. Le popolazioni continentali, invece, possono formare sia boschi puri che misti, assieme a Cupressus macrocarpa, Arbutus menziesii e Quercus agrifolia.
Ha un elevato contenuto in resina che incrosta gli strumenti di lavoro. Di scarsa durabilità in ambiente esterno, è impiegato in falegnameria andante, imballaggi, pannelli di fibre, pasta di legno e cellulosa.
Distruzione dell’habitat già estremamente ridotto, prelievo eccessivo e il patogeno alieno Fusarium circinatum che provoca il cancro resinoso del pino, oltre alla gestione errata degli incendi che, se la loro frequenza viene ridotta eccessivamente, permette alla vegetazione di evolvere verso stadi successivi a discapito del pino.
L’habitat nativo è controllato da forestali; la specie è conservata ex situ. È, inoltre, necessario implementare una gestione degli incendi che tenga conto dell'ecologia di questa specie.
EN - Endangered - A rischio di estinzione
CITES Italia • Ultimo aggiornamento
Non presente.
Evidente
Fine
Non durabile
Non resistente
Dato il suo stato di conservazione in natura, l'uso di questo legname sarebbe da evitare.