Populus alba
Può raggiungere i 30 m di altezza nel Sud dell’areale. La corteccia è grigiastra chiara, levigata, con cicatrici rilevate. Sviluppa chiome ampie con foglie lobate e appena aperte, ricoperte da un denso tomento bianco, diventando poi verde scuro nella pagina superiore e restando candide in quella inferiore. Fiorisce in Aprile prima della comparsa delle foglie con fiori maschili pelosi color cremisi e femminili giallo-verdastri. I frutti maturano in Giugno e liberano numerosissimi semi cotonosi bianchi.
Europa Centro-Occidentale e Asia Centrale.
Vive in boschi ripariali planiziali e in zone alluvionali insieme a diverse specie di salice e acero. È un componente di due formazioni allegate in Direttiva habitat: l'abitat 92A0 "Gallerie a Salix alba e Populus alba" e quello 3280 "Fiumi mediterranei a flusso permanente con vegetazione dell'alleanza Paspalo-Agrostidion e con filari ripari di Salix e Populus alba".
Il legno biancastro e tenero è di qualità mediocre, di impiego limitato all’industria cartaria (è la pianta più sfruttata nella Pianura Padana in tal senso), alla produzione di cassette da imballaggio e di fiammiferi.
In liuteria è scarsamente utilizzato per fondo, fasce e struttura di violini e chitarre. È molto apprezzato quando vi sono marezzature.
Le minacce alla conservazione del pioppo bianco sono legate a una gestione forestale erronea: deforestazione, prelievo eccessivo per legname e, soprattutto, rimboschimenti con specie alloctone. L'irregimentazione dei corsi d'acqua in Europa costituisce un grosso problema per la sopravvivenza di questa specie.
Vive in 31 siti della rete natura 2000 ed è un costituente di due habitat allegati in Direttiva Habitat. Il modo più efficiente per garantire la conservazione della diversità genetica di questa specie è la conservazione in situ.
LC - Least Concern - A basso rischio
CITES Italia • Ultimo aggiornamento
Non presente.
Poco evidente
Fine, Grossolana
Non durabile
Non resistente
I pioppi sono essenziali nell’azione di consolidamento degli argini dei fiumi grazie all’ampia estensione dell’apparato radicale che può diramarsi fino a 20 m dalla pianta.