Quercus robur
Specie decidua, può raggiungere i 30-35 m di altezza e occasionalmente i 50 m, il diametro del tronco può superare i 2 m. In bosco il tronco è robusto, dritto, con i rami più bassi portati orizzontali. La corteccia, liscia e grigiastra, si fessura longitudinalmente. La chioma non è mai molto densa, con foglie sono caduche obovato-oblungo, più larghe nel terzo superiore, leggermente asimmetriche con 5-7 lobi ampi e presso il picciolo due lobi ineguali (orecchiette). La fioritura, contemporanea alla foliazione (aprile-maggio), è formata da fiori maschili portati in amenti pauciflori penduli e fiori femminili nella parte apicale del rametto. I frutti, chiamati ghiande, maturano a settembre-ottobre.
Europa ed Asia Occidentale. In Italia, è presente in tutte le regioni tranne la Sardegna.
È una delle specie più rappresentative delle grandi foreste planiziali dell’Europa Centrale e Orientale, con inverni rigidi e estati calde ma mai secche. Piuttosto esigente in luce anche da semenzale, tollera per pochi anni l’ombreggiamento e predilige i terreni profondi, freschi, fertili ma non quelli troppo compatti a reazione acida. Nei mesi invernali l’apparato radicale sopporta anche per 2-3 mesi la sommersione. La farnia in Italia caratterizza i boschi di pianura riferibili ai “Querco-carpineti planiziali” che in epoca storica erano diffusi in tutta la pianura Padano-Veneto-Friulana. Oggi questi terreni sono stati totalmente resi coltivabili e di queste selve rimangono piccoli lembi di poche centinaia di ettari nei terreni peggiori. Anche questi frammenti, di grande valenza ecologica, sono minacciati da bonifiche che abbassano molto la falda freatica, indeboliscono la cenosi e contribuiscono al deperimento.
Viene impiegato per travature per grandi costruzioni, liste da pavimento, doghe, mobili, imbarcazioni.
La farnia è minacciata dall'espansione agricola e urbana, anche nei piccoli stralci di querco-carpineto secondario, in corrispondenza dei parchi fluviali. Un'altra minaccia è il fungo Phytophthora ramorum, che causa la morte improvvisa delle querce. La specie è, inoltre, suscettibile agli attacchi del coleottero Agrilus biguttatus che ne determina la moria. Entrambe le malattie riducono sensibilmente la durata degli individui e la loro produttività.
Conservazione dei Querco-carpineti planiziali rimanenti. Protezione degli esemplari monumentali. La specie è conservata inalmeno 219 collezioni ex situ (BGCI 2017).
LC - Least Concern - A basso rischio
CITES Italia • Ultimo aggiornamento
Non presente.
Evidente
Grossolana
Durabile
Non resistente