Glossario del Legno

Uno strumento semplice e accessibile per comprendere i termini fondamentali del legno. Dal significato di alburno e durame alle caratteristiche di tessitura, venatura e densità. Un supporto utile per professionisti, cittadini e studenti, che vogliono orientarsi nel linguaggio del settore.

Inquadratura ravvicinata di una catasta di tronchi d'albero tagliati, che mostra le diverse dimensioni delle sezioni circolari e i dettagli degli anelli di crescita del legno.
Glossario del Legno
Indice
u
UNI CEI EN 45000

Famiglia di norme concernenti le attività di prova, certificazione e accreditamento. 45001/2/3: laboratori; 45011/12/13: organismi di cerfificazione di prodotti, sistemi, persone; 45014: dichiarazione di conformità del fornitore.


 
UNI EN ISO 9000

Famiglia di norme relative ai sistemi di qualità aziendale. Sono in pratica il recepimento e la traduzione delle ISO 9000 per l’Italia.


 
unità d’azionamento

 
unità di carico

 
unità di lavorazione

 
unità di misurazione e controllo del condizionamento

 
unità di posa

Elementi preassemblati per pavimentazioni, uniti da un apposito materiale, che riproducono una determinata geometria.


 
unità di scarico e accatastamento

 
unità per forare

 
unità per fresare

 
unità per incollare

 
unità per levigare e lucidare

 
unità per montaggio

 
unità per mortasare

 
unità per piallare

 
unità per segare

 
unità per spruzzare

 
universo

Vedi “popolazione (o universo)”.


 
urocerus gigas

Urocerus gigas e altri insetti della famiglia Siricidae (ordine Hymenoptera) NOTA 1: Le femmine sono dotate di lunghi ovopositori capaci di penetrare nel legno massiccio, soprattutto di alberi debilitati, morenti e appena abbattuti, nei quali vengono deposte le uova. NOTA 2: Il danno consiste nella presenza di fori rotondi densamente riempiti di resina. I fori hanno sezione circolare e diametro fino a 8 mm.


 
utensili a levigare e a lucidare

 
utensili a levigare profilati

 
utensili per misurare e tracciare

 
utensili truciolatori

 
utilizzazioni forestali

Operazione con la quale si abbatte e si utilizza parzialmente o totalmente un soprassuolo boschivo. Comprende taglio, allestimento, esbosco, trasporto del legname e lavori connessi (spesso sinonimo di lavori forestali). Al plurale indica anche quella branca di attività professionali e delle scienze forestali che si interessa dell’abbattimento e della lavorazione dei prodotti forestali.


 
utilizzo generale

Comprende tutte le applicazioni non portanti, come mobili e allestimenti interni.



v
vagliatura

Operazione con cui, tramite movimento di vibrazione, rotazione o combinato, un ammasso di particelle viene indirizzato attraverso una serie di aperture multiple al fine di separare quelle di una determinata dimensione dalle loro frazioni più grandi o più piccole.


 
vaglio

Dispositivo utilizzato per la vagliatura di particelle.


 
vagone

Veicolo ferroviario adibito al trasporto di merci.


 
valore biologico di riferimento

Quantitativo in grammi per metro quadrato o chilogrammi per metro cubo di un conservante del legno (come prodotto) che è risultato efficace nel test per prevenire l’attacco di un particolare agente biologico testato.


 
valore caratteristico

Valore di resistenza e rigidezza che un prodotto a base di legno evidenzia nei confronti delle principali sollecitazioni meccaniche (flessione, trazione, compressione e taglio) espresso generalmente come 5° percentile inferiore dei risultati ottenuti in condizioni di prova unificate. In altri termini, si tratta di un valore che ha una probabilità prescritta di non essere raggiunto in un’ipotetica serie illimitata di prove, ovvero, un frattile della distribuzione della proprietà esaminata. Tale valore viene chiamato “inferiore” oppure “superiore” se il valore prescritto è rispettivamente minore o maggiore di 0,50. I valori caratteristici sono stati definiti in maniera identica per tutti i materiali da costruzione ed alcuni prodotti a base di legno (in particolare il compensato) sono risultati abbastanza avvantaggiati rispetto al legno massiccio in virtù della migliore omogeneità ed efficienza strutturale. L’utilizzo dei valori caratteristici in vece delle tensioni ammissibili consente un miglior dimensionamento delle strutture di legno rispetto al passato quanto a tutti i materiali legnosi venivano applicati pesanti coefficienti di sicurezza.


 
valore caratteristico di resistenza e rigidità

Corrisponde al valore del quinto percentile della popolazione di dati e, per la rigidità anche il valore medio, ottenuto dai risultati di prove della durata di 300 s con provini in condizioni di umidità d’equilibrio (risultanti da una temperatura di 20° C e da un’umidità relativa del 65%).


 
valore critico

E’ il più alto valore biologico di riferimento (in grammi per metro quadrato o chilogrammi per metro cubo) ottenuto da tutte le prove biologiche effettuate in conformità alla norma EN 599-1 per una determinata classe d’uso. NOTA 1: Si tratta della quantità minima di conservante del legno (come prodotto) necessaria per garantire l’efficacia per quella classe d’uso secondo le prove effettuate. NOTA 2: Il valore critico varia a seconda della classe d’uso, al metodo di applicazione, agli organismi contro i quali il conservante deve fornire protezione e se deve essere applicato legno di conifere o di latifoglie.


 
valore medio tossico

Media aritmetica dei valori tossici superiori e inferiori definiti nel relativo test biologico europeo standard.


 
valore vero

Valore compatibile con la definizione di una data grandezza. E’ cioè un valore che si otterrebbe con una misurazione perfetta. Il valore vero convenzionale è un valore di riferimento effettivamente misurabile con uno strumento di accuratezza nettamente superiore a quello usato per la misurazione.


 
valutazione della servibilità

Valutazione della conformità della struttura o sue parti agli stati limite specificati per le condizioni di servizio.


 
valutazione di un laboratorio

Esame di un laboratorio di prova per valutare se esso abbia i requisiti necessari per ottenere l’accreditamento.


 
vano di inforcamento

In un pallet, apertura laterale attraverso la quale vengono introdotte le forche del carrello elevatore.


 
vaporizzazione

Trattamento (comunemente ma assai scorrettamente detto “Evaporazione”) a volte eseguito su tondame o semilavorati per una o più delle seguenti principali motivazioni: – rendere più agevole la successiva lavorazione (ad es. sfogliatura); – dilavare i contenuti cellulari appetiti dagli agenti del biodegradamento; – modificare (scurire) il colore naturale del legno; – regolarizzare o ridurre eventuali differenze cromatiche tra la porzione di alburno e quella di durame; – ridurre o regolarizzare l’eventuale presenza di gradienti di umidità tra le porzioni interne e la superficie degli assortimenti interessati. La vaporizzazione consiste nell’uso di apposite celle o vasche al cui interno, dopo aver inserito i pezzi da sottoporre al trattamento, viene immessa acqua calda o vapore saturo per un tempo sufficiente a raggiungere gli obiettivi previsti. La durata del trattamento è in funzione di vari parametri quali, ad esempio, la specie legnosa, le dimensioni dei pezzi, la temperatura del mezzo riscaldante.


 
varianza

Media dei quadrati degli scarti di una popolazione di dati dalla media aritmetica della popolazione. La sua radice quadrata è la deviazione standard.


 
variazione lineare

Variazione della lunghezza di un semilavorato o prodotto a base di legno conseguente a variazioni della sua umidità.


 
VARIETÀ

È una sotto-unità della specie costituita da popolazioni che si sono evolute spontaneamente e con caratteri distintivi stabili. Una selezione mirata effettuata dall’uomo è invece una varietà colturale o cultivar.


Icona foglia su fondo verde
 
vaso; cellula vasale; elemento vasale

I vasi sono cellule che svolgono, nelle latifoglie, la funzione di conduzione dell’acqua e delle sostanze elementari dalle radici alla chioma. Hanno forma cilindrica e sono disposte una sopra l’altra. Il passaggio dei liquidi dall’una all’altra avviene attraverso le perforazioni delle pareti terminali.


 
veicolante

Componente liquida di un adesivo (miscela collante) o di un prodotto per finitura.


 
velatrici

 
velocità di essiccazione

Il rapporto tra diminuzione dell’umidità media ed il tempo in cui è avvenuta (normalmente per ora o giorno).


 
vena

Porzione di legno caratterizzata da una tonalità di colore diversa da quella dei tessuti circostanti.


 
venatura

Figurazione visibile sulla superficie di un semilavorato formata dalle tracce degli accrescimenti periodici del legno.


 
venatura striata

Zona scura anomala del durame di alcune specie tropicali. E’ associata a una densità più elevata e a diverse proprietà anatomiche.


 
vendita a peso

Vendita in cui in prezzo è stabilito in base al peso della merce.


 
vendita all’asta; vendita all’incanto

Vendita regolamentata dalla partecipazione ad una pubblica gara ad offerte successive in aumento.


 
vendita del legname in piedi

Modalità di vendita del legname prima dell’abbattimento, a corpo o a misura, con costi di raccolta a carico dell’acquirente.


 
verifica ispettiva

Nell’ambito di un sistema di Qualità o nella gestione di un Marchio di Qualità, rappresenta un controllo, generalmente eseguito da un Organismo indipendente, finalizzato ad assicurare che i livelli di qualità adottati da un’azienda eguaglino o superino quelli previsti dalle normative di riferimento. In altri termini si tratta di un esame sistematico e indipendente per determinare se le attività svolte per la qualità ed i risultati ottenuti sono in accordo con quanto pianificato, e se quanto predisposto viene attuato efficacemente e risulta idoneo al conseguimento degli obiettivi. Il programma di verifica si basa su campionamenti rigorosi eseguiti mediante prelievi casuali. Se i livelli qualitativi minimi non vengono raggiunti l’Organismo può ritirare la Certificazione o vietare l’uso del Marchio finché l’azienda non li ristabilisca in maniera adeguata. La verifica ispettiva della qualità riguarda essenzialmente, ma non solo, il sistema qualità o sue parti, i processi operativi, i prodotti o servizi: si può parlare pertanto di “verifica ispettiva del sistema qualità”, “verifica ispettiva del processo operativo”, “verifica ispettiva del prodotto”, “verifica ispettiva del servizio”, ecc. Le verifiche ispettive della qualità vengono effettuate da personale che non ha diretta responsabilità nei settori esaminati, preferibilmente in cooperazione col personale ad essi addetto. Uno degli scopi della verifica ispettiva è quello di considerare l’opportunità di miglioramenti o di azioni correttive. Tale verifica non va confusa con le attività di sorveglianza e di controllo e collaudo effettuate al solo scopo di controllare un processo operativo o di accettare un prodotto. Le verifiche ispettive della qualità si possono effettuare per scopi interni od esterni all’azienda.


 
verme della nave (Teredo navalis)

Organismi marini del genere Teredo.


 
vernice

Miscela di sostanze (oli siccativi, resine naturali o sintetiche) sospese in un liquido o disciolte in un solvente, che, quando applicata in strato sottile su di una superficie, è in grado di essiccarsi dando origine a una pellicola o patina molto aderente e resistente. In caso di vernici colorate, alla miscela di base vengono aggiunti pigmenti di varia natura.


 
verniciatrici / tinteggiatrici a rullo

 
verniciatrici / tinteggiatrici a tamburo

 
verniciatrici / tinteggiatrici a vuoto

 
verricello

Vedi “argano”.


 
verticillo

Zona del fusto in cui molti rami o nodi si inseriscono alla medesima altezza.


 
vetta

Vedi “cimale (o vetta)”.


 
via di esbosco

Percorso appositamente attrezzato (pista trattorabile, risina, linea di avvallamento, linea di gru a cavo) lungo il quale il legname viene esboscato fino ad un imposto.


 
viabilità forestale

Insieme delle vie forestali. Si suddivide in una rete principale, o di strade forestali, ed in una rete secondaria, o di vie di esbosco.


 
virola

Specie legnosa Nome scientifico: Dialyanthera spp., Virola surinamensis (Rol.) Warb. Provenienza: America centrale, Venezuela, Brasile settentrionale e sud-orientale.


 
viscoelasticità

Caratteristica reologica del comportamento meccanico di materiali come il legno che mostrano contemporaneamente un comportamento di tipo elastico ed uno di tipo viscoso. In conseguenza di ciò: – la durata del carico influisce sulle deformazioni, ovvero se un carico permane costante per un periodo di tempo prolungato, la deformazione tende ad aumentare fino a raggiungere un valore circa doppio di quello della deformazione elastica iniziale, e ciò può determinare la rottura del pezzo con carichi inferiori a quelli che esso è in grado di sopportare in tempi brevi; – le variazioni climatiche ed i carichi ciclici o ripetuti influenzano le deformazioni. I fattori correttivi Kmod e Kdef prescritti dall’Eurocodice 5 servono appunto a modificare i valori caratteristici o le deformazioni istantanee nei calcoli di progettazione e verifica di una struttura di legno.


 
viscosità

Caratteristica delle proprietà di un liquido che riflette la sua potenzialità di fluidificare. La viscosità viene generalmente misurata come resistenza a fluidificare attraverso un foro di determinate dimensioni da un’apposita tazza (tazza Ford).


 
visiera

Protezione del viso, e degli occhi in particolare, contro rametti, trucioli, o schegge che possono venire proiettati durante l’uso della motosega.


 
vite

Utilizzate per il fissaggio di pannelli strutturali in legno quando i chiodi non forniscono una forza di tenuta sufficiente.


 
volume accatastato

Vedi “Volume apparente”


 
volume apparente

Volume occupato da una catasta di legno, calcolato in base alle sue dimensioni esterne, e comprendente dunque anche gli spazi d’aria presenti all’interno della catasta. Il termine tedesco “Raummeter” (rm) non è raccomandato.


 
volume dei vuoti

Tutto lo spazio nel legno non occupato da tessuti legnosi, secrezioni o depositi, per es. spazi intercellulari, lume delle cellule.


 
volume reale

Misura di una quantità di legno tondo in base alle sue dimensioni (solitamente in metri cubi). Il termine tedesco Festmeter (fm) non è raccomandato.


 
vortici

Irregolarità della fibratura che di solito circonda i nodi o le biforcazioni.


 
vuoti dei bordi

Difetto di un compensato per cui i bordi di una lamina interna si sono spaccati o rovinati durante la produzione del pannello determinando discontinuità ben visibili a carico dei bordi dello stesso.


 
vuoto finale

Vuoto applicato alla fase finale del procedimento a pressione per recuperare dal legno l’eccesso di impregnante e facilitarne la successiva essiccazione.


 
vuoto iniziale

Vuoto applicato nella prima fase di alcuni procedimenti a pressione per togliere l’aria contenuta nei tessuti del legno.


 
vuoto interno

In un compensato, discontinuità tra due elementi contigui di una lamina interna o dell’anima che non risultano perfettamente accostati o giuntati tra loro. A volte il difetto può trasparire anche sulla superficie del pannello.



w
wafer

Particella legnosa, ricavata da un taglio eseguito con coltello, di circa 3 cm di lunghezza parallelamente alla direzione della fibratura. La lunghezza e lo spessore del wafer sono controllate; la sua larghezza è variabile. Corrisponde generalmente ad un flake spesso.


 
waferboard

Pannello a base di legno prodotto mediante ricomposizione di particelle (wafers) incollate tra loro ad elevata temperatura e pressione. Le suddette particelle vengono generalmente orientate casualmente durante la deposizione (formazione del materasso), al fine di ottenere un pannello finito caratterizzato da una maggior isotropia delle sue proprietà meccaniche, ma possono anche essere orientate lungo una direzione comune (oriented waferboard) nel caso si voglia esaltarne le caratteristiche strutturali lungo una direzione preferenziale.


 
wenge

Specie legnosa Nome scientifico: Millettia laurentii De Wild. Denominazione ATIBT: Wengè. Provenienza: Africa occidentale e orientale.



x
xestobium rufovillosum Deg.

Insetto della famiglia degli anobiidi, comunemente noto come “Orologio della morte”, presente esclusivamente nel legno che sia già stato attaccato da funghi. Di importanza significativa per i legni di Latifoglia utilizzati nelle strutture in vecchie costruzioni nella maggior parte dell’Europa.


 
xilema primario

Legno primo formato, differenziato da un meristema apicale. E’ detto anche “legno primario”.


 
xilema secondario

Legno prodotto dal cambio. E’ detto anche “legno secondario”.


 
xilema; xylema

Lo xilema, detto anche cribro o legno, è il principale tessuto meccanico e conduttore di acqua dalle radici alla chioma. Viene prodotto dal cambio verso l’interno della pianta.


 
XILOFAGO

È un organismo (dal greco xylon, legno, e phagein, mangiare) che almeno in una fase della vita si nutre di legno vivo o morto. Solitamente si tratta di artropodi che nel loro tratto intestinale hanno una flora batterica in grado di degradare la cellulosa, i principali dei quali appartengono agli ordini Isoptera (come le termiti), Coleoptera (cerambicidi, bostrichidi, buprestidi, curculionidi ecc.) e Lepidoptera (es. i sesiidi). Gli xilofagi che si nutrono esclusivamente di legno morto sono detti saproxilici.


Icona foglia su fondo verde

z
zampa di gatto (orma di gatto)

Gruppetto di nodi molto ravvicinati (si trova abbastanza spesso nelle Querce).


 
zappino

Attrezzo manuale usato per lo spostamento di tronchi, costituito da un lungo e robusto manico in legno con in cima un ferro ricurvo.


 
zingana

Specie legnosa Nome scientifico: Microberlinia brazzavillensis A. Chèv. e Microberlinia bisulcata A. Chèv. (= Brachystegia fleuriana A. Chèv.).


 
zona analitica

Parte del legno trattato sottoposto ad analisi per la valutazione del requisito di ritenzione. NOTA: La zona analitica viene prelevata dalle superfici laterali del legno trattato. La profondità del campionamento dipende dalla specie di legno analizzata e dal livello di trattamento.


 
zona cambiale

Termine convenzionale per lo strato di vario spessore composto di iniziali cambiali e dei loro derivati non differenziati.


 
zona cribrosa

Superficie depressa nella parete di un elemento cribroso perforata da un gruppo simile a cribro di minuti pori attraverso i quali il protoplasto risulta in contatto con quello di un elemento cribroso contiguo. E’ detto anche “campo cribroso”.


 
zona critica

Porzione di un elemento ligneo di lunghezza pari a 150 mm, o pari alla profondità dell’elemento, ritenuta rilevante per le prestazioni strutturali di una struttura a causa delle caratteristiche di riduzione della resistenza, della posizione, dello stato di conservazione e anche delle condizioni di sollecitazione determinate dall’analisi strutturale. Tale zona è importante in quanto può influire sulla capacità portante dell’elemento in legno e sulla stabilità dell’intera struttura.


 
zona di accrescimento

Strato di legno o corteccia prodotto apparentemente durante un periodo di accrescimento; frequentemente, soprattutto in legni delle zone temperate, è divisibile in legno o corteccia primaticci e tardivi.


 
zona protetta

Zona in cui è vietata l’importazione e la circolazione da un altro territorio di organismi nocivi o parassiti in quanto non endemici dello Stato in esame, sebbene le condizioni qui possano essere favorevoli al loro insediamento.


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