Comportamento di una specie forestale o di una entità sottospecifica nei riguardi dei diversi fattori ambientali o, in altre parole, il suo grado di sensibilità rispetto alla variazione del fattore che si considera. Per ogni fattore ambientale esiste un minimo, un massimo ed un ottimo di intensità: una specie è tanto più “esigente” quanto più vicine all’ottimo sono le condizioni da essa richieste e quanto più alto è il valore dell’ottimo; tanto più “plastica” quanto maggiore è l’ampiezza dell’intervallo tra il minimo e il massimo (tra i limiti di tolleranza) per il fattore considerato. I principali fattori ambientali sono: la temperatura, la luce, l’acqua e la fertilità del suolo. Nei riguardi della temperatura le specie forestali si distinguono in “microterme” (climi freddi), “mesoterme” (climi temperati), “macro o megaterme” (climi caldi) e ancora in “rustiche” (che sopportano gli estremi termici e soprattutto le gelate) e “delicate” (che sono sensibili); nei riguardi della luce in “eliofile o lucivaghe” (piante di luce) e “sciafile o ombrivaghe” (piante d’ombra); nei riguardi dell’acqua in “xerofile” (poco esigenti), “mesofile” (mediamente esigenti) e “igrofile” (molto esigenti); nei riguardi della fertilità del suolo in “frugali” (poco esigenti) e “esigenti”. Esiste infine un temperamento sociale in base al quale le piante forestali si distinguono in “socievoli o gregarie” (quando costituiscono comunità monofitiche) o “sporadiche” (quando vivono da sole o a piccoli gruppi, isolate o nell’ambito di boschi misti).