Trasformazione industriale mediante la quale è possibile ridurre in fogli (detti “tranciati”) un assortimento di caratteristiche adeguate. Essa consiste nel fissare un toppo, preventivamente scortecciato, eventualmente vaporizzato e opportunamente squadrato, ad una base di appoggio dotata di un movimento di traslazione che lo porta a contatto con un sistema tagliente formato da un coltello e da una barra di pressione lunghi almeno quanto il pezzo. In genere il taglio avviene a partire dalla superficie laterale dello squadrato, lungo piani paralleli alla suddetta base di appoggio. I movimenti combinati di traslazione del toppo e del sistema tagliente permettono di ottenere tranciati di larghezza limitata (al massimo pari al diametro del toppo originario) e dello spessore voluto (generalmente compreso tra 0,5 e 5 mm). Dopo essiccazione e successiva “taglierinatura” intesa soprattutto a regolarizzarne i bordi longitudinali, tali fogli richiedono necessariamente un’operazione di giunzione laterale, finalizzata ad ottenere una larghezza adeguata a quella del supporto su cui verranno incollati. Per ottimizzare le caratteristiche decorative e le figurazioni evidenziabili sulla superficie dei fogli, la suddetta giunzione viene solitamente effettuata secondo specifiche modalità di accoppiamento dei tranciati. Come tutte le prime lavorazioni del legno, anche la tranciatura viene generalmente eseguita su materiale di umidità elevata (legno fresco di taglio) la cui trasformazione consente un minor consumo energetico e l’ottenimento di fogli di miglior qualità e regolarità superficiale. Alla tranciatura sono solitamente destinati i toppi basali di specie legnose pregiate e di caratteristiche decorative.