In base alle diverse situazioni generali di impiego alle quali possono essere esposti il legno massiccio e i prodotti a base di legno sono definite le seguenti cinque classi di rischio: Classe di rischio 1: situazione in cui il legno o il prodotto a base di legno è riparato, completamente protetto dagli agenti atmosferici e non esposto ad umidificazione (ad es. fuori del contatto con il terreno, al coperto e sempre asciutto). In questo ambiente l’umidità del legno massiccio è tale che il rischio di attacco da parte di muffe superficiali o di funghi dell’azzurramento o di funghi xilofagi è insignificante (il legno deve avere un’umidità massima del 20 % in ogni sua parte, praticamente per tutta la sua durata di servizio). Tuttavia è possibile l’attacco da parte di insetti xilofagi, incluse le termiti, ma la frequenza e l’entità del rischio “insetti” dipende dalla regione geografica. Classe di rischio 2: situazione in cui il legno o il prodotto a base di legno è riparato e completamente protetto dagli agenti atmosferici, ma in cui un’elevata umidità ambientale può determinare umidificazione occasionale ma non persistente (ad es. fuori del contatto con il terreno, al coperto ma ove esiste rischio di inumidimento). In questo ambiente l’umidità del legno massiccio talvolta è maggiore del 20 %, in tutto o solamente in parte del componente, permettendo quindi l’attacco da parte di funghi xilofagi. Per legnami impiegati anche con funzioni decorative, può verificarsi un’alterazione dell’aspetto in seguito allo sviluppo di muffe superficiali e di funghi cromogeni. Il rischio di attacco da parte di insetti è uguale a quello indicato per la classe di rischio 1. Classe di rischio 3: situazione in cui il legno o il prodotto a base di legno non è riparato ma non si trova a contatto con il terreno. Esso si trova continuativamente esposto agli agenti atmosferici oppure, pur essendo protetto contro gli stessi, è soggetto a umidificazione frequente. In questo ambiente il legno massiccio può spesso avere un’umidità maggiore del 20 % e, pertanto, risulterà frequentemente esposto all’attacco dei funghi xilofagi. Per legnami impiegati anche con funzioni decorative, può verificarsi un’alterazione dell’aspetto in seguito allo sviluppo di muffe superficiali e di funghi cromogeni. Il rischio di attacco da parte di insetti è uguale a quello indicato per la classe di rischio 1. Classe di rischio 4: situazione in cui il legno o il prodotto a base di legno si trova a contatto con il terreno o con acqua dolce ed è, pertanto, permanentemente esposto all’umidificazione. In questo ambiente il legno massiccio ha permanentemente un’umidità maggiore del 20 % ed è esposto all’attacco da parte dei funghi xilofagi. In alcune regioni geografiche, le termiti possono costituire un ulteriore problema. Inoltre, nel caso di determinati componenti, ad esempio pali per recinzioni, la parte al di sopra del terreno (o fuori acqua) risulta esposta a possibili attacchi da parte di coleotteri xilofagi. Classe di rischio 5: situazione in cui il legno o il prodotto a base di legno risulta permanentemente esposto all’acqua salata (in acqua di mare). In questo ambiente il legno massiccio ha un’umidità permanentemente maggiore del 20 %. Il problema principale è rappresentato dall’attacco degli organismi invertebrati marini, soprattutto nelle acque calde, dove organismi come la Limnoria sp.p. e la Teredo sp.p. possono provocare danni di notevole entità. La parte che emerge dall’acqua di certi componenti, ad esempio pontili, può risultare esposta a insetti xilofagi tra cui le termiti. Per quanto riguarda invece i pannelli a base di legno, in relazione alle diverse caratteristiche di composizione e del processo produttivo, a parità di condizioni termoigrometriche la loro umidità di equilibrio può differire da quella del legno massiccio. Alcuni dei suddetti manufatti inoltre possono essere idonei all’impiego solo in certe classi di rischio, pertanto per maggiori dettagli sull’argomento si rimanda alla consultazione delle relative specifiche di prodotto ed alla norma UNI EN 335-3.