In termini generali indica la capacità di un legno o prodotto derivato non trattato di resistere alla degradazione indotta da sollecitazioni ambientali (di natura fisico-chimica) e biologiche (causate da batteri, funghi, insetti e organismi marini). Più propriamente indica la resistenza propria del legno agli attacchi degli organismi lignivori, che dovrebbe essere valutata separatamente per ogni organismo o gruppo di organismi, sia complessivamente che per la porzione di alburno e per quella di durame, sia in relazione alle condizioni di impiego (ovvero in funzione delle diverse classi di rischio e di servizio). In relazione a tale resistenza del legno nei confronti dei funghi lignivori sono previste cinque classi: 1 molto durabile; 2 durabile; 3 moderatamente durabile; 4 poco durabile; 5 non durabile. Nei confronti dei coleotteri xilofagi (cerambicidi, anobidi, lictidi) invece il legno si classifica in: R resistente; NR non resistente (NRH indica invece che il durame non è resistente). Nei confronti delle termiti si classifica in: R resistente; MR moderatamente resistente; NR non resistente. In relazione agli organismi marini il legno si classifica in: D durabile; MD moderatamente durabile; ND non durabile.